Yunus consegue la Laurea in Economia presso l’Università di Chittagong (Bangladesh) e in seguito il Dottorato di Ricerca in Economia presso l’Università Vanderbilt di Nashville (Tennessee, U.S.A.) nel 1969. È stato professore di Economia presso la Middle Tennessee State University, U.S.A., dal 1969 al 1972, quindi direttore del Dipartimento di Economia dell’Università di Chittagong (Bangladesh) dal 1972 al 1989.
Verso la metà del 1974 il Bangladesh fu colpito da una violenta inondazione, a cui seguì una grave carestia che causò la morte di centinaia di migliaia di persone. Il paese è periodicamente devastato da calamità naturali e presenta una povertà strutturale in cui il 40% della popolazione non arriva a soddisfare i bisogni alimentari minimi giornalieri. Fu in quest’occasione che Yunus si rese conto di quanto le teorie economiche che egli insegnava fossero lontane dalla realtà. Decise, dunque, di uscire nelle strade per analizzare l’economia di un villaggio rurale nel suo svolgersi quotidiano. La conclusione che egli trasse dall’analisi fu la consapevolezza che la povertà non fosse dovuta all’ignoranza o alla pigrizia delle persone, bensì al carente sostegno da parte delle strutture finanziare del paese. Fu così che Yunus decise di mettere la scienza economica al servizio della lotta alla povertà, inventando il microcredito.
Il suo primo prestito fu di soli 27 dollari USA, che prestò ad un gruppo di donne del villaggio di Jobra (vicino all’Università di Chittagong), che producevano mobili in bambù. Esse erano costrette a vendere i prodotti del loro lavoro a coloro dai quali avevano preso in prestito le materie prime ad un prezzo da essi stabilito. Questo riduceva drasticamente il margine di guadagno di queste donne e le condannava di fatto alla povertà. D’altra parte, le banche tradizionali non erano (e non sono) interessate al finanziamento di progetti tanto piccoli che offrivano basse possibilità di profitto a fronte di rischi elevati. Soprattutto le banche non avevano alcuna intenzione di concedere prestiti a donne, tanto più se non potevano offrire garanzie.
Yunus e i suoi collaboratori cominciarono a battere a piedi centinaia di villaggi del poverissimo Bangladesh, concedendo in prestito pochi dollari alle comunità, somme minime che servivano per attuare iniziative imprenditoriali. Tale intervento ha avviato un circolo virtuoso, con ricadute sull’emancipazione femminile, avendo Yunus fatto leva sulle donne affinché fondassero cooperative che coinvolgessero ampi strati della popolazione.
Il “sistema Yunus” ha provocato un cambiamento di mentalità anche all’interno della Banca Mondiale, che ha cominciato ad avviare progetti simili a quelli della Grameen. Il microcredito è diventato così uno degli strumenti di finanziamento utilizzati in tutto il mondo per promuovere lo sviluppo economico e sociale, diffuso in oltre 100 Stati, dagli Stati Uniti all’Uganda. “In Bangladesh, dove non funziona nulla – disse una volta Yunus – il microcredito funziona come un orologio svizzero”.
Fonte Wikipedia
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set
08
2010
Il microcredito un’idea di Muhammad Yunus
Tre semplici regole
Probabilmente anche ai tempi di Socrate, il comunicare correttamente, era un problema sentito e attuale quanto lo è ancora oggi, tanto è vero che gli viene attribuito questo semplice aneddoto:
Un giorno il filosofo greco incontrò un conoscente, che gli disse: «Socrate, lo sai cosa ho appena saputo riguardo al tuo più caro amico?».«Aspetta un attimo!», ribattè Socrate. «Prima che tu mi dica qualcosa, voglio fare il test del triplo filtraggio».
«Il test del triplo filtraggio?», chiese il conoscente.
«Esatto!», replicò Socrate.
«Prima che tu dica qualcosa sul mio miglior amico, ecco il primo test del filtraggio: la verità! Sei sicuro che quello che mi vuoi raccontare è vero?».
«Beh, no…», rispose il conoscente, «in effetti l’ho solo sentito dire…».
«Bene… quindi non sai se è vero oppure no…».
«Quindi passiamo al secondo filtraggio: la bontà. Quello che mi vuoi raccontare è una cosa buona?».
«No, anzi!», rispose il conoscente.
«Bene, quindi mi vuoi raccontare qualcosa di negativo sul suo conto…».
Ed ora l’ultimo filtraggio: l’utilità! Quello che mi vuoi dire sul mio miglior amico, avrà una qualche utilità per me?».
«No, penso proprio di no…».
«E dunque», continuò Socrate, «quello che mi vuoi raccontare non è vero, non è niente di buono e non mi è di utilità! E allora perché me lo vuoi raccontare?».
Quanto mai attuale ed illuminante! Se pensiamo a quanta possibilità di fare comunicazione abbiamo oggi.
Purtroppo tutta questa libertà spesso non tiene conto di un altro valore altrettanto importante: l’etica.
Un richiamo ben preciso a tal proposito è stato fatto proprio ultimamente dalla Banca d’Italia, riguardo un settore delicato come quello dei finanziamenti, che a differenza di quanto fatto in passato deve oggi utilizzare una comunicazione chiara nel rispetto e a tutela del consumatore.
Per approfondimenti è possibile consultare l’Agcom Autorità per le garanzie nelle comunicazioni che è un’autorità indipendente, istituita dalla legge 249 del 31 luglio 1997.